“MILANO – SOCHAUX” – RACCONTO DI UN VIAGGIO INEDITO DI G.B. COHEN
“MILANO – SOCHAUX” – RACCONTO DI UN VIAGGIO INEDITO DI G.B. COHEN
SPECIAL COLLABORATIONS

DA UN INVIATO SPECIALE GIOSUÈ BOETTO COHEN DEL CORRIERE DELLA SERA IL RACCONTO INEDITO DI UN VIAGGIO FRA LA SVIZZERA E LA FRANCIA, DA MILANO A SOCHAUX, INTRAPRESO A BORDO DELLA SUA PEUGEOT 403 IN OCCASIONE DEI FESTEGGIAMENTI DEI CLUB FRANCESI PER I 60 ANNI DI QUESTO MODELLO, PASSANDO DALLA “REGIONE DEGLI OROLOGI” .

LA PROSSIMA VOLTA CHE ANDATE IN FRANCIA IN AUTOMOBILE – E NON SIETE PROPRIO DI FRETTA- PASSATE PER LA CHAUX-DE-FONDS. QUESTA DEVIAZIONE PER IL CANTONE DI NEUCHATEL STA ESATTAMENTE A METÀ TRA LE DUE “CLASSICHE” DEL MONTE BIANCO E DI BASILEA-MOULHOUSE. VI PERMETTERÀ DI PASSARE PER LA CAPITALE ELVETICA (BERNA, DI SOLITO, È UN PO’ FUORI STRADA) E RISERVERÀ TRE INCONTRI CHE NON DIMENTICHERETE: QUELLO CON UN GIGANTE DELL’ARCHITETTURA, POI UN EROE DELL’AUTOMOBILISMO – INDUSTRIALE E SPORTIVO – E INFINE LA GRANDE STORIA DELL’OROLOGERIA, COME NON VE L’HA MAI RACCONTATA NESSUNO. LA CHAUX È INFATTI CONSIDERATA UNA DELLE CAPITALI MONDIALI DEGLI OROLOGI, EBERHARD & CO. ED ALTRE MARCHE BLASONATE SONO NATE QUI, ED IL PALAZZO CON L’AQUILA SUL TETTO, CHE GEORGES EBERHARD FECE COSTRUIRE NEL 1906 PER LA SUA “MANUFACTURE D’HORLOGERIE”, GUARDA ANCORA GLI ABITANTI DALL’ALTO.

CI SONO DUNQUE BUONE RAGIONI PER SPINGERSI TRA LE VALLI DEL JURA, FINO A QUESTA CITTÀ CHE – SE È STATA VIOLATA DA UNA CATTIVA ARCHITETTURA CONTEMPORANEA – MANTIENE BEI QUARTIERI BORGHESI D’INIZIO SECOLO, VILLE PATRIZIE E COLLINE VERDEGGIANTI CHE PRECIPITANO, VERSO LA FRANCIA, NELLE GOLE DEL FIUME DUBS.

MA PERCHÉ VI RACCONTIAMO TUTTO QUESTO? LEGGETE E LO SCOPRIRETE: PER ARRIVARE – A UN CERTO PUNTO – A QUESTA CITTÀ DAL NOME CURIOSO, AI SUOI ILLUSTRI ABITANTI LE CORBUSIER, LOUIS CHEVROLET E ALLO SPLENDIDO MUSEO INTERNAZIONALE DELL’OROLOGERIA, BISOGNA PARTIRE DA UNA RICORRENZA, DALLA PASSIONE PER UN’AUTOMOBILE NATA SESSANT’ANNI FA E DAI DUECENTO CHE LA SUA CELEBRE MARCA (DI GRAN LUNGA LA PIÙ ANTICA) HA DA POCO FESTEGGIATO.

LA SCENA SI APRE PRIMA DELLA RIVOLUZIONE, TRA LE COLLINE E GLI STAGNI DELLA FRANCA CONTEA. LA FIGLIA DEL MUGNAIO PIÙ RICCO SPOSA UN GIOVANE INTRAPRENDENTE, TALE JEAN PIERRE PEUGEOT, E GLI PORTA IN DOTE SETTE MULINI. IL MATRIMONIO FA NOTIZIA, MA I PROTAGONISTI DELLA STORIA SARANNO I FIGLI. TRASFORMANO LE MACINE IN FORZA MOTRICE PER L’INDUSTRIA: ACCIAIO PER JEAN PIERRE II, SETA E COTONE PER JEAN FREDERICK. I DUE RAMI DI FAMIGLIA COSI SI SEPARANO, MA NON CESSERANNO DI INCROCIARSI, CON MUTUO SUPPORTO E IDEE BRILLANTI, FINO AD OGGI. SEGNO CHE IL VIZIO DI DISTRUGGERE L’AZIENDA ALLA TERZA GENERAZIONE È UN FATTO MOLTO ITALIANO.

SECONDO ATTO: NEL 1850 IL NOME PEUGEOT È ORMAI UN MARCHIO IMPORTANTE: LAME GRANDI E PICCOLE, MOLLE PER LE CARROZZE E PER GLI OROLOGI, UTENSILI DI OGNI TIPO. SPESSO IL METALLO INCONTRA IL LEGNAME LOCALE E COSÌ NASCONO BEI MANUFATTI, COME I FAMOSI MACININI DA CAFFÈ. LA TESSITURA RISENTE DELLA GRANDE DEPRESSIONE, MA UN RAMO DI FAMIGLIA SOSTIENE L’ALTRO. UNENDO FERRO E FETTUCCIA SI PUO’ FARE LA CRINOLINA, CHE TOGLIE ALLE SIGNORE IL SUPPLIZIO DELLE GONNE CON LE STECCHE DI BAMBÙ. NEL 1871 L’ALTRO SUPPLIZIO È QUELLO DI UNA GUERRA DISASTROSA, CON LE FABBRICHE PEUGEOT A CAVALLO DELLA LINEA DI CONFINE. MA ECCO LE “GRAND BI”, I VELOCIPEDI CHE LA MARCA DECIDE DI LANCIARE IN QUANTITÀ. PER IL MOMENTO SONO SOLO UNA MODA , UNO SPORT PER ACROBATI, MA L’IDEA, PRIMA O POI, SI POTRÀ MIGLIORARE.

NEL QUADRO SUCCESSIVO SIAMO ALLA VIGILIA DELLA BELLE ÉPOQUE. I TRASPORTI SONO DIVENTATI UNA COSA SERIA: COL PIROSCAFO SI DIMEZZANO I TEMPI DI VIAGGIO E LE FERROVIE SCRIVONO PAGINE DI STORIA. SI PENSA A UN TUNNEL DI SEDICI CHILOMETRI TRA L’ITALIA E LA SVIZZERA. SI SOGNA IL VOLO (LILIENTHAL STA PER LANCIARSI CON IL PRIMO “PLANEUR”), MENTRE ALLE CARROZZE PROVANO AD ATTACCARE CALDAIE E MOTORI ELETTRICI. E’ ALLORA CHE ARMAND PEUGEOT, RICCHISSIMO BISNIPOTE DEL GIÀ RICCO PADRONE DEI MULINI, DECIDE NON LA SVOLTA – PERCHÉ I MACININI E LA MONTAGNA DEI PRODOTTI PEUGEOT CONTINUERANNO AD AVERE SUCCESSO – MA UNA NUOVA AVVENTURA. IL MOTORE A BENZINA BREVETTATO IN GERMANIA DAL SUO AMICO DAIMLER VALE UN INVESTIMENTO E LA CASA DEL LEONE HA TUTTE LE CONOSCENZE, GLI ATTREZZI, E LA MATERIA PRIMA PER PRODURRE UN’AUTOMOBILE.

E’ A QUESTA STORIA COSÌ ANTICA CHE PENSO MENTRE ATTRAVERSIAMO IL BUIO DEL TRAFORO DEL SEMPIONE. INAUGURATO NEL 1905, FU IL TEMA CENTRALE DEL PRIMO EXPO DI MILANO, QUELLO DEDICATO AI TRASPORTI CHE ERANO, COME SI È DETTO, UN AFFARE SERIO. STO VIAGGIANDO IN TRENO, MA AL TEMPO STESSO SU UN’AUTOMOBILE, CHE BALLONZOLA NEL VAGONE PIANALE, PER RISPARMIARE CHILOMETRI E SBALZI D’ALTITUDINE. E’ UNA REGOLA CHE I PAESI ALPINI HANNO IMPARATO BENE: PROTEGGE L’AMBIENTE E SVUOTA LE AUTOSTRADE. DA NOI, CHE OLTRE ALLE ALPI ABBIAMO MILLE CHILOMETRI DI APPENNINI, INVECE NON FUNZIONA. CHISSÀ PERCHÉ. QUESTO VIAGGIO È QUASI UN PELLEGRINAGGIO: RIPORTO LA PEUGEOT 403 – QUELLA CHE MIO PADRE AVEVA QUANDO SONO NATO – ALLA FABBRICA DOVE È STATA PRODOTTA, SESSANT’ANNI FA. A SOCHAUX SONO PREVISTI FESTEGGIAMENTI, NOVANTA AUTO DA TUTTA EUROPA. APPOGGIARLA PER UN POCO SUL TRENO LA AIUTERÀ AD ARRIVARE IN FORMA.

DI PEUGEOT 403 IN ITALIA SE NE VENDETTERO QUALCHE CENTINAIO. LA MARCA, DOPO LA GUERRA, ERA QUASI SPARITA, COMPRARE STRANIERO ERA UN LUSSO E LA CONCORRENZA DELLE FIAT 1400, APPIA E GIULIETTA SI FACEVA SENTIRE. OGGI NE SOPRAVVIVONO FORSE UNA DECINA. PER ACQUISTARLA BISOGNA ANDARE OLTRE CONFINE PERCHÈ LA QUATRE-CENT-TROIS, IN FRANCIA, LA CONOSCONO TUTTI. E’ STATA LA PRIMA PEUGEOT DA UN MILIONE DI ESEMPLARI. PORTAVA A SPASSO LA FAMIGLIA BORGHESE NELLA VERSIONE BERLINA, I TAXISTI DI PARIGI COL PIONIERISTICO DIESEL, FRUTTIVENDOLI E LATTAI CON LA CAMIONETTA ”UTILITAIRE”, POLIZIA ED AMBULANZE CON LA GIARDINETTA A SETTE POSTI. E POI DUEMILA FORTUNATI CHE POTERONO PERMETTERSI IL CABRIOLET, DIVENTATO FAMOSO PER VIA DEL TENENTE COLOMBO. LA 403 È STATA L’APRIPISTA IN AFRICA (ANCORA COLONIALE), PRIMA DELLE ETERNE 404 E 504, PRODOTTA ANCHE IN ARGENTINA (FINO A METÀ ANNI ’70), AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA. QUASI UNA WORLD-CAR. MA, FIN DALLA NASCITA È ANCHE UN’AUTO ITALIANA. PIERRE PEUGEOT, CUGINO-NIPOTE DEL GENIALE ARMAND, CAPÌ CHE LO STILE PININFARINA POTEVA APPLICARSI ANCHE A VETTURE DI GRANDE SERIE. NEL ’51, AL SALONE DI TORINO, INVITÒ IL CARROZZIERE A STUDIARE LE FORME DELLA NUOVA BERLINA, CON SOMMO DISPIACERE DEL CENTRO STILE DI SOCHAUX. UN “DISPIACERE” DURATO MEZZO SECOLO, MA CHE HA CONSENTITO UNA COLLABORAZIONE VIRTUOSA TRA I DUE MARCHI CHE HA POCHI PARALLELI NELLA STORIA DEL DESIGN. LA LINEA DELLA 403 FU VOLUTA SOBRIA DAL MANAGEMENT PEUGEOT, CONTRO LE STRAVAGANZE DI SIMCA E LA VISIONE IRRAGGIUNGIBILE DI CITROËN. LA PININFARINA, CON I DISEGNI DI SALOMONE, MARTINENGO, LE IDEE DELL’ INGEGNER CARLI E L’OCCHIO DI BATTISTA, SEPPE DARE PROPORZIONI, ELEGANZA E UNA DOSE DI CARATTERE CHE ANCORA OGGI SONONETTAMENTE PERCEPIBILI.

IL TRAGITTO MILANO-SOCHAUX IN 403, A CENTO ALL’ORA, CON TANTA STATALE, PUÒ APPARIRE LUNGO, MA IL MUSÉE DE L’AVENTURE PEUGEOT VALE IL VIAGGIO E I RISCHI CONNNESSI. SE SI HANNO A DISPOSIZIONE ALMENO TRE GIORNI ALCUNE TAPPE SONO NOTEVOLI. DOPO BRIGA E IL SECONDO TUNNEL FERROVIARIO LÖTSCHEN-FRUTIGEN SI GIUNGE NEL BERNESE: PAESAGGI DA PUBBLICITÀ DEL CIOCCOLATO E BELLE ARCHITETTURE RURALI. E’ DA QUI CHE SI ARRIVA – ERA ORA! – A LA CHAUX-DE-FONDS, LA CITTÀ DEGLI OROLOGI. LO SPLENDIDO MUSEO DELLA MISURA DEL TEMPO VI ASPETTA PUNTUALI, ENTRO LE 17(DEDICATE ALMENO UN PAIO D’ORE A QUESTO LUOGO UNICO, ANCHE PER IL MODO IN CUI RACCONTA ED ESPONE I SUOI CAPOLAVORI). L’EDIFICIO È RICAVATO NEL SOTTOSUOLO DI UN PARCO, ACCANTO AD ALTRI MUSEI OTTOCENTESCHI.

L’ARTE DELL’OROLOGERIA, DA QUELLA MONUMENTALE DEI CAMPANILI E A QUELLA STUPEFACENTE DELLE MINIATURE È RAPPRESENTATA IN UN PERCORSO CHE INCROCIA ARTE FIGURATIVA, FILOSOFIA E SCIENZA.

COME GIÀ SAPETE, A LA CHAUX-DE-FONDS NACQUE E STUDIÒ CHARLES-EDOUARD JEANNERET-GRIS , PER TUTTI LE CORBUSIER. LE SUE PRIME CREAZONI, DUE VILLE PRIVATE, ANCORA IRRICONOSCIBILI NEL LORO STILE TRADIZIONALE, SONO BEN VISIBILI DA UNA STRADA IN COLLINA. MA A POCA DISTANZA SORGE LA “MAISON BLANCHE” – PROGETTATA DAL MAESTRO PER GENITORI – CHE DA QUALCHE ANNO È DIVENUTA UNA FONDAZIONE, È STATA INTERAMENTE RESTAURATA, ED È VISITABILE SU APPUNTAMENTO. LA CASA, SORPRENDENTEMENTE BIANCA E MEDITERRANEA NEL SUO SCENARIO ALPINO, È CIRCONDATA DA TERRAZZE E GIARDINI PENSILI. LO STILE LASCIA FILTRARE L’AMMIRAZIONE CHE IL GIOVANE CHARLES AVEVA PER FRANK LLOYD WRIGHT E GLI INTERNI, MIRABILI PER LUMINOSITÀ E PROPORZIONI, STUPISCONO PER LE SCELTE CROMATICHE.

UNA RIFLESSIONE SUL SENSO DELLA VITA, PIÙ CHE UN OMAGGIO ALL’OPERA, VALE INVECE IL MONUMENTO POSTUMO A LOUIS CHEVROLET (PARC DE L’OUEST), NATO ANCHE LUI IN QUESTE VALLI PRIMA DI COMINCIARE, NEL 1900, LA SUA ECCEZIONALE AVVENTURA OLTREOCEANO. L’AMERICA, CONTRARIAMENTE A QUANTO SI PENSA, FU INFATTI SOLO PATRIA D’ADOZIONE DELL’EROICO PILOTA E COSTRUTTORE, E NEMMENO MOLTO GENEROSA, VISTO CHE CHEVROLET VENDETTE PRESTO L’AZIENDA CHE ANCORA PORTA IL SUO NOME E MORÌ POVERO.

LASCIATA LA CHAUX, LA STRADA PER SOCHAUX SALE, SCENDE, SI AVVITA RIPIDA ATTRAVERSO IL MASSICCIO DEL JURA E INFINE TAGLIA LA SELVAGGIA RIVIERA DEL FIUME DUBS, CHE FA DA CONFINE. DOPO L’ABBUFFATA (AUTOMOBILISTICA, MA ANCHE GASTRONOMICA, ALLA BRASSERIE DEL MUSEO PEUGEOT) E PRIMA DI LASCIARE LA FRANCA CONTEA, UNA TAPPA D’OBBLIGO È A RONCHAMP, PER STUPIRSI DAVANTI ALLA CAPPELLA DI NOTRE DAME DU HAUT, MERAVIGLIA DI LE CORBUSIER ALL’APICE DELLA SUA ISPIRAZIONE. SULLA VIA DEL RITORNO, VIA BASILEA, ABBIAMO OPTATO PER UNA GIORNATA A ZURIGO, CHE NONOSTANTE I RESTAURI SCIAGURATI (SEMBRA TUTTO NUOVISSIMO) E ALCUNA DELLA PEGGIORE ARCHITETTURA URBANA D’EUROPA, RESTA UNA BELLA CITTÀ, CON IL SUO CENTRO ABBARBICATO TRA FIUME E LAGO, IL SUO MUSEO D’ARTE, LE ELEGANTI COLLINE RESIDENZIALI. I TRECENTO CHILOMETRI CHE LA SEPARANO DA MILANO, PRIMA IN STATALE NELLA BELLA REGIONE DEI LAGHI , POI SULL’AUTOSTRADA DEL GOTTARDO-LUGANO, SCORRONO TUTTO SOMMATO VELOCI. SARANNO IN TUTTO MILLE ALLA DOGANA DI BROGEDA, MENTRE L’ASFALTO A PEZZI MI DICE SUBITO CHE SIAMO IN ITALIA. RIPENSO AL SIMPATICO MARSIGLIESE CHE MI HA VENDUTO LA 403 QUALCHE ANNO FA. “NON TRASFORMIAMO UN VIAGGIO DI PIACERE IN UN INCUBO” GLI AVEVO SCRITTO I PRIMA DI PARTIRE,”MI DICA SE E’ IL CASO CHE NOLEGGI UN RIMORCHIO”. ” SE VUOLE BUTTARE DENARO DALLA FINESTRA LO NOLEGGI PURE” AVEVA RISPOSTO LUI . “QUESTA E’ UN’AUTO CHE LA PORTERA’ SEMPRE SULLA PORTA DI CASA”.

GIOSUÈ BOETTO COHEN